Diciotto anni di storia alle spalle e ancora una fame inesauribile di ricerca sonora. I Calibro 35, collettivo strumentale che ha riscritto le regole del funk italiano contaminandolo con jazz, colonne sonore e attitudine cinematografica, sono pronti a tornare con un nuovo lavoro in studio.

Il 6 giugno 2025 uscirà per Record Kicks Exploration, il nono album della band. Ad anticiparlo ci pensa Reptile Strut, primo singolo disponibile dal 5 marzo su tutte le piattaforme digitali. Un brano che racchiude la doppia anima del gruppo: un groove serrato e ipnotico che si intreccia con una ricerca sempre più sofisticata verso territori sonori in continuo movimento.

Un camaleonte musicale chiamato Calibro 35

Il titolo non è casuale. Exploration è un manifesto della volontà dei Calibro 35 di continuare a esplorare nuovi orizzonti senza perdere il legame con la loro identità. Il singolo Reptile Strut ne è la perfetta dimostrazione: un pezzo strumentale che alterna strutture funk serrate a divagazioni jazzistiche, tra ritmiche che mutano in continuazione e arrangiamenti che mescolano strumenti analogici e atmosfere cinematiche.

Il riferimento al ramarro nel titolo del brano non è puramente estetico. I Calibro 35 descrivono il rettile come un animale sfuggente, rapidissimo nei movimenti, difficile da catturare. Ed è proprio questo l’intento della band: giocare con il cambio di passo, con il ritmo instabile e imprevedibile, creando una traccia che è tanto solida quanto cangiante.

Dalla “rapina jazz” all’esplorazione sonora

Dopo aver scandagliato il funk, il poliziesco all’italiana, il soul e l’universo delle colonne sonore, i Calibro 35 hanno vissuto gli ultimi anni con le antenne sempre puntate sulla musica dal vivo e sulle nuove contaminazioni. Lo confermano loro stessi:

“Negli ultimi tempi abbiamo ingerito una grande quantità di musica. Grazie alla produzione di colonne sonore abbiamo messo i nostri strumenti in funzione di storie da raccontare e immagini da vedere. Grazie – anche – all’invito a diversi festival italiani ed europei, ci si è confrontati con un mondo ampio, ampissimo come quello del jazz.”

Dall’EP Jazzploitation, che giocava con il concetto di “saccheggio” della banca del jazz, si passa ora a una dimensione più ampia, quella dell’esplorazione vera e propria. Un viaggio in cui la band mantiene il suo rigore esecutivo, ma lo mette al servizio di un’attitudine più libera, più dinamica.

Il ritorno a Record Kicks e una lineup solida

Un altro elemento interessante è il ritorno alla label Record Kicks, che aveva già accompagnato i primi passi della band. E anche la formazione, sempre composta da Tommaso Colliva, Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta e Fabio Rondanini, vede l’innesto di Roberto Dragonetti al basso, dando ulteriore profondità al suono della band.

A livello strumentale, Exploration è il frutto di un’interazione perfetta tra i membri del gruppo: basso e batteria creano una compattezza ritmica che si muove con fluidità, la chitarra funk e il moog di Martellotta aggiungono texture, mentre i fiati e le tastiere di Gabrielli portano il tutto su una dimensione quasi cinematografica.

Credits

  • Enrico Gabrielli: rhodes, eko tiger, microkorg, clavinet, sax, flauto
  • Massimo Martellotta: chitarra, moog grandmother
  • Fabio Rondanini: batteria e percussioni
  • Roberto Dragonetti: basso elettrico
  • Tommaso Colliva: regia
  • Produced and mixed by Tommaso Colliva
  • Recorded by Tommaso Colliva and Simone Bertorello at Laboratori Testone – Milano
  • Studio assistants: Giorgio Filagrana, Alessandro Ferrazzi, Alberto Moscone
  • Mastered by Giovanni Versari at La Maestà
  • Artwork: Alessio D’Ellena for Superness

Con Exploration, i Calibro 35 sembrano voler dire che il groove non è mai stato così mutevole e imprevedibile. Il 6 giugno avremo la conferma definitiva, ma intanto Reptile Strut è qui per ricordarci che l’unica costante di questa band è il cambiamento.
(Ma poi: ma quanto è bella la cover di questo album? Deve essere mio. Lo voglio nella mia collezione. In vinile, ça va sans dire.)