C’è chi suona per far casino, chi scrive testi per raccontarsi, chi si butta in tour come se non ci fosse un domani. Poi ci sono i Gazebo Penguins, che da vent’anni a questa parte fanno tutte queste cose insieme e le fanno meglio di chiunque altro.

Oggi, 24 gennaio, la band correggese torna con “Gestalt”, primo singolo estratto da Temporale, il nuovo album in uscita il 21 marzo per Dischi Sotterranei. Il pezzo è una botta emotiva che gioca con il tempo e la percezione, come suggerisce il titolo preso in prestito dalla celebre scuola di pensiero psicologico.

“Non esiste un’esperienza del mondo ingenua”, spiegano i Gazebo Penguins. “Ogni percezione è filtrata dalla nostra mente, che crea strutture e significati anche dove non ce ne sono. Percepiamo il tutto come qualcosa di più grande della somma delle sue parti, ma alla fine resta solo un puzzle incompleto.”

E di puzzle si parla, perché Gestalt è solo il primo pezzo di un disco che promette di essere un viaggio tra neuroscienze e filosofia della mente, senza perdere l’urgenza sonora che ha sempre caratterizzato il gruppo.

Musicalmente, i Gazebo Penguins restano fedeli al loro mix tra post-hardcore, emo-core e distorsioni da viaggio interiore, ma lo fanno con una scrittura più matura e sfaccettata. Il brano si costruisce su un crescendo in 6/8 che poi si spezza, perde simmetria e si fa più instabile. Come a dire: ci avete capito qualcosa? No? Bene, era il punto.

A due anni da Quanto e dopo 80 concerti in tutta Italia, il trio di Correggio (che ormai sul palco è un quartetto, a volte un quintetto, e chissà domani) torna a complicarci la vita e a rendercela migliore. Gestalt è il primo segnale di un disco che non cerca scorciatoie, ma vuole raccontare il cervello, il tempo e le cose che ci sfuggono.

Se vi sembra un concept ambizioso per un disco punk, aspettate di ascoltare il resto.