Dal 27 febbraio al 5 marzo nelle sale italiane, il primo docufilm ufficiale sulla nascita della band che ha riscritto le regole del rock.
Ci sono storie che non smettono mai di essere raccontate. E quando si parla dei Led Zeppelin, il rischio di scadere nella retorica è dietro l’angolo. Eppure, ogni volta che pensiamo di sapere tutto sui quattro del Dirigibile, spunta un nuovo frammento di passato capace di riportarci a quella scintilla iniziale, a quel boato che dal 1968 ha cambiato il rock per sempre.
Ora, per la prima volta, la nascita di quel boato arriva sul grande schermo con il primo docufilm ufficiale sulla band: Becoming Led Zeppelin, nelle sale italiane dal 27 febbraio al 5 marzo 2024 come evento speciale. Diretto da Bernard MacMahon (già dietro al progetto American Epic), il film promette di portarci dentro il cuore pulsante degli esordi, tra materiali inediti e testimonianze rare.
Prima di “Stairway to Heaven”, c’erano Pagey, Plant, Bonzo e Jonesy
Chi ama il rock sa che i Led Zeppelin non sono solo una band, ma un linguaggio, un’estetica, un rito. Pagey, Plant, Bonzo e Jonesy – così li chiamano i fan e così si chiamavano tra loro – non hanno semplicemente suonato, hanno codificato il suono di un’epoca. Eppure, le origini di questa leggenda sono avvolte nel mito, e proprio qui vuole condurci il film.
Becoming Led Zeppelin non è il solito documentario didascalico. È piuttosto un viaggio visivo e sonoro che mescola immagini d’archivio restaurate, registrazioni live dell’epoca e sequenze quasi oniriche, per restituire la sensazione di essere lì, in quel 1968, quando Jimmy Page mise insieme tre musicisti fenomenali per dar vita a qualcosa che sarebbe andato oltre l’immaginabile.
Il film si concentra sugli anni delle origini, dall’incontro tra Page e Robert Plant al reclutamento del metronomo umano John Bonham, passando per l’arrivo del bassista e mente musicale raffinatissima John Paul Jones. Quattro individualità che, appena messe insieme in sala prove, suonarono “Train Kept A-Rollin’” e capirono subito di essere davanti a qualcosa di unico.
L’urgenza degli esordi: quando il rock era una corsa a perdifiato
Chi si aspetta la cronaca di successi come Led Zeppelin IV o il trionfo di Stairway to Heaven resterà deluso. Qui siamo nei giorni della fame e della corsa a perdifiato, quando il rock era ancora terreno vergine da conquistare.
Il film ci riporta nei club fumosi dei primi tour, nelle trasferte folli su furgoni sgangherati, tra chitarre che sfrigolano e batteristi che menano i tamburi come se la loro vita dipendesse da ogni colpo. È un’epopea che culmina nel 1970, quando il Dirigibile è già lanciato in orbita e domina il mondo, ma che conserva ancora quel senso di urgenza primordiale.
MacMahon ha voluto realizzare un’opera che fosse metà documentario e metà musical, intrecciando i racconti dei quattro musicisti con immagini e suoni capaci di ricreare l’atmosfera di quegli anni. Niente fronzoli digitali: tutto è stato restaurato manualmente, fotogramma per fotogramma, per restituire l’autenticità della pellicola.
Un pass per entrare nel mito, ma senza diventarne prigionieri
In questo progetto si percepisce la volontà di restituire ai Led Zeppelin quella dimensione umana che spesso si perde quando si parla di divinità del rock. Bonzo che parla del primo incontro con la band con la stessa emozione di un ragazzino; Pagey che smette i panni dello stregone delle sei corde e si racconta con disarmante semplicità; Plant che torna alle radici folk delle sue ballate; Jonesy che svela i retroscena di arrangiamenti e intuizioni musicali che avrebbero fatto scuola.
Certo, chi conosce la storia dei Led Zeppelin sa che non tutto è stato luce: ci sono stati eccessi, cadute e tragedie. Ma questo film sceglie di fermarsi prima, al momento in cui tutto era ancora possibile, quando quei quattro erano semplicemente dei ragazzi con il rock’n’roll nel sangue e nessun piano B.
Perché vale la pena vederlo?
Perché, anche se pensi di sapere tutto sui Led Zeppelin, c’è sempre qualcosa che ti manca. E perché rivivere gli inizi di una band così significa ricordare che il rock vero nasce nei garage, nelle cantine, nei pub malandati, e non negli uffici delle major.
Dal 27 febbraio al 5 marzo, Becoming Led Zeppelin sarà nelle sale italiane grazie a Nexo Digital. È un appuntamento per chi vuole rivedere i propri eroi su pellicola, ma anche per chi vuole sentire di nuovo quel brivido: quando le note di Good Times Bad Times hanno iniziato a scuotere il mondo e il Dirigibile ha spiccato il volo.
