Dal 24 al 30 aprile 2025, uno dei film concerto più iconici della storia del rock torna al cinema in una nuova versione restaurata in 4K e Dolby Atmos: Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII. Un viaggio sonoro e visivo tra le rovine dell’antica città romana, con i Pink Floyd ripresi nel 1971 mentre suonano senza pubblico in uno scenario mozzafiato. Diretto da Adrian Maben, il film ha segnato una svolta nella narrazione della musica rock, combinando esibizioni dal vivo con inserti documentaristici che anticipano la gestazione di The Dark Side of the Moon. La nuova versione arriva grazie a un meticoloso lavoro di restauro, condotto da Lana Topham per conto degli archivi ufficiali dei Pink Floyd.

«Vedere ‘Live at Pompeii’ è come sognare i Pink Floyd che suonano dal vivo» ha dichiarato Steven Wilson (Porcupine Tree) che ha curato il missaggio audio sia del film che del disco dal vivo che uscirà il 2 maggio.
E la descrizione è assai calzante. L’atmosfera è sospesa e irreale. I Pink Floyd suonano nel paesaggio onirico e quasi soprannaturale degli scavi di Pompei. Veri Dei del rock. Storia nella storia.
L’obiettivo di Wilson è stato rispettare il suono originale della band in quei giorni infuocati del 1971, restituendone tutta la profondità psichedelica e la forza immaginifica. Obiettivo raggiunto.

Girato senza pubblico tra le rovine dell’anfiteatro romano di Pompei, Pink Floyd at Pompeii è molto più di un semplice film concerto. Il suono avvolgente, le riprese che passano dal giorno alla notte, le immagini rare dagli Abbey Road Studios: tutto concorre a costruire un’opera che non racconta solo una performance, ma un’epoca. Brani come Echoes, One of These Days, Set the Controls for the Heart of the Sun e A Saucerful of Secrets diventano rituali sonori, ipnotici e sospesi nel tempo. Il film include anche una versione alternativa di Careful With That Axe, Eugene e una versione integrale e inedita di A Saucerful of Secrets.

La pellicola originale, girata su 35 mm, è stata ritrovata in cinque barattoli etichettati in modo vago negli archivi della band e restaurata fotogramma per fotogramma. Scansionata in 4K, è stata sottoposta a un processo di correzione colore e di riparazione che ha preservato la grana naturale esaltandone la bellezza originaria. Il risultato è un film che sembra girato oggi, ma che mantiene intatto lo spirito degli anni Settanta.

Musica e idee senza tempo

E girate oggi sembrano anche le risposte di Gilmour e Waters durante le interviste che inframezzano le esibizioni dal vivo della band.

«Rischiamo di diventare schiavi delle apparecchiature elettroniche, ma tutto dipende da come le usi: se sono loro a controllare te o il contrario. sarebbe interessante vedere cosa farebbero quattro persone senza preparazione se gli fosse fornita dell’apparecchiatura elettronica. ne usciremmo piuttosto bene nel confronto, penso. È come dare a un tipo una Les Paul e aspettarsi che suoni come Eric Clapton. Non succederà. Non basta l’apparecchiatura per fare quello che facciamo noi. Per diventare come noi.» David Gilmour e Roger Waters affrontano già nel 1971 il tema della dipendenza dalla tecnologia e lo risolvovo dichiarando la supremazia delle idee e del talento sulle possibilità che la tecnica offre, è vero, a tutti – ma che solo chi ha idee, talento e preparazione può cogliere per ottenere certi risultati. Un dibattito che potrebbe essere stato registrato ieri, non trovate?

«La gente non fa che dire che il rock sta  morendo. Ogni sei mesi, con grande convinzione. Non succederà.» Roger Waters si ritrova già nel 1971 alle prese con una presunta annunciata morte del rock. Annuncio che ancora ci tormenta e che ora, come allora, viene messo a tacere sempre e comunque allo stesso modo: non succederà.

Deliziosamente lento e terribilmente potente: come la lava di un vulcano

Il film scorre deliziosamente lento, di una lentezza che è prodromo di un’esplosione, come la lava di un vulcano. Un’ora e mezza di Musica, di quella buona. Di quella che non ha bisogno di artifici di storytelling. Di quella che accade e basta, che ti coinvolge e ti apre anima, occhi e orecchie. L’audio Dolby Atmos è davvero immersivo e di grande effetto, e la possibilità di vedere questo film al cinema ne esalta le caratteristiche e la potenza. Sullo schermo si alternano momenti di grande melodia e dolcezza con esplosioni di suono che fanno vibrare. Le immagini in 4K sono splendide, evocative e completano alla perfezione l’effetto coinvolgente e inmmersivo.

Il live album: dal cinema al vinile (e oltre)

In contemporanea con l’uscita al cinema, il 2 maggio verrà pubblicato l’album Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII (Legacy Recordings / Sony Music), in CD, digitale, vinile e per la prima volta in Dolby Atmos.

Di seguito la tracklist della versione vinile diPink Floyd at Pompeii – MCMLXXII”:

Side A

  1. Pompeii Intro
  2. Echoes – Part 1
  3. Careful With That Axe, Eugene

Side B

  1. A Saucerful of Secrets
  2. Set the Controls for the Heart of the Sun

Side C

  1. One of These Days
  2. Mademoiselle Nobs
  3. Echoes – Part 2

Side D

  1. Careful With that Axe, Eugene – Alternate take
  2. A Saucerful of Secrets – Unedited